LETTERA ai GIORNALI da parte di alcuni Medici Altoatesini

Standoci a cuore come medici la salute della popolazione dell’Alto Adige, desideriamo in questo momento in cui la pandemia di COVID-19 costituisce una minaccia esistenziale, rivolgere con questa lettera un urgente appello ai responsabili del settore agricolo affinché facciano tutto il possibile per mantenere sano l’ambiente in cui vive la nostra gente.

Nelle zone a frutteto sono già iniziati i trattamenti con pesticidi chimici sintetici la cui inevitabile deriva inquina l’aria che noi respiriamo facendo così entrare nei nostri polmoni tali sostanze che vanno in questo modo a indebolire anche il nostro sistema immunitario.

Attraverso le vie aeree entrano nel nostro corpo i virioni COVID-19 che possono causare, in caso di Immunodeficienza, polmoniti anche letali. Per questo motivo quindi desideriamo lanciare urgentemente un appello affinché si vieti immediatamente l’impiego dei pesticidi chimici sintetici dannosi alla salute e inquinanti dell’area e vengano utilizzati in agricoltura sostanze e metodi biologici scevri di effetti collaterali.

Dott.ssa Elisabeth Viertler, specialista in pediatria e omeopatia classica a Malles.

Dott.ssa Maria Paregger, specialista in medicina generale, omeopatia e medicina

antroposofica a Bolzano.

Dott.ssa Elisabeth Delago, specialista in pediatria e omeopatia classica a Ortisei e Bolzano.

Dott.ssa Patrizia Zabai, specialista in medicina generale e agopuntura a Bolzano.

LETTERA di ISDE TRENTINO (INVIATA il 3/4/2020 e MAI PUBBLICATA) al QUOTIDIANO L’ADIGE

Egregio direttore,

come presidente dell’Associazione Italiana dei Medici per l’Ambiente, nonostante il problema dell’emergenza epidemica in atto, non posso non replicare alla lettera pubblicata il 20 marzo scorso dell’eurodeputato Herbert Dorfmann. Il testo dal titolo stimolante “l’Agricoltura ci salva, valorizziamola” conteneva in realtà un messaggio fuorviante e sbagliato. Infatti non si può, approfittando di una situazione eccezionale come la attuale, cercare di ridimensionare/ annullare le conquiste degli ultimi anni nell’ambito di una agricoltura sostenibile e non dannosa per la salute.  Non è infatti accettabile, ed è inconcepibile nostro avviso che sia un rappresentante del popolo a scriverlo, che “la sicurezza alimentare non è una cosa ‘logica’ e che può venire meno in poco tempo”. La sicurezza alimentare, così come la sicurezza ambientale (l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo) sono fondamentali per la resistenza del nostro organismo   alle patologie che ora ed in futuro saranno purtroppo presenti.  L’ agricoltura sostenibile migliora la vita degli agricoltori, per primi, oltre che quella di tutti noi. A nessuno e per nessun motivo si può impedire di segnalare la tossicità di alcuni fitofarmaci e parimenti di poter ricercare metodiche alternative che portino ad un miglioramento della salute (tanto più che lo chiede all’unisono la stessa Europa con la direttiva 128/2009/EU!). In particolare molti cittadini trentini reclamano la messa al bando da subito dei pesticidi più tossici come, tra l’altro, il clorpirifos ancora in uso da noi (senza voler considerare che lo stesso pesticida è destinato a essere bandito per legge a partire dal 16 aprile prossimo ndr).

Ci pare di capire che, seguendo il ragionamento di Dorfmann, non sarebbe nemmeno lecito criticare, ad esempio, la decisione dell’APOT di usare fino all’ultimo giorno disponibile il clorpirifos. Indipendentemente dalle ragioni addotte, noi crediamo invece che sarebbe stata una scelta più “responsabile” bandire, almeno dall’inizio di questa stagione, un insetticida molto pericoloso per la salute come il clorpirifos: vi è infatti ampio consenso nel mondo scientifico che questo pesticida sia geno-tossico (provoca danni al DNA e inibisce gli enzimi di riparazione), tossico per il sistema riproduttivo, neurologico (altera lo sviluppo neurologico) e immunitario (che in questo momento di CoVID–19 ci servirebbe ben funzionante!). Mentre i cittadini attendono una risposta sul perché le loro case continuano ad essere invase dalle derive dei pesticidi: che ne è del progetto della fascia di biologico attorno alle case promesso alla giunta provinciale precedente? Sono domande legittime per le quali auspichiamo una risposta più attenta alla salute pubblica.

Un cordiale saluto

Il presidente dell’associazione Medici per l’Ambiente ISDE Trentino

Dr. Roberto Cappelletti (per conto del comitato direttivo)