Molto interessante questo studio sulla presenza di nano-particolato contenente metalli nella leucemia mieloide acuta (19 casi versus 19 controlli). Fra gli autori Stefano Montanari e Antonietta Gatti.

Il ritrovamento di particelle contenenti metalli non è dunque casuale, ma esiste una chiara correlazione fra la presenza delle stesse e le patologie tumorali. Per la prima volta vi è la dimostrazione statistica con la comparazione fra malati e controlli. La leucemia mieloide acuta è un tumore del sangue in aumento, per il quale è plausibile una causa ambientale.

E’ evidente dalla tabella 2 dello studio, la correlazione fra leucemia e aggregati di metalli/numero di particelle di metallo. Anche se correlazione non significa necessariamente rapporto causale, è difficile, nel caso specifico, credere il contrario.

La tabella 4 dello studio elenca gli elementi più frequentemente ritrovati nel particolato:

Alla luce di questo studio acquista sempre più significato anche il ritrovamento di particelle metalliche di dimensione nanometriche (0,1 – 0,001 micron di diametro) in diversi tumori solidi di residenti in Valsugana. La presenza di particolato metallico nei tumori è prova di un inquinamento diffuso in valle. Il particolato metallico proviene, a detta degli esperti, da processi di fusione ad alta temperatura.  Qualcuno conosce altre fonti con questa caratteristica in Valsugana a parte l’acciaieria?

Il particolato, specie se non biodegradabile come il particolato metallico, causa irritazione conica e rilascio di metalli cancerogeni quali cromo e nickel, tutti fattori che possono portare alla trasformazione tumorale.